Sostanze in esame

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La Strategia in materia di sostanze chimiche per la sostenibilità (COM(2020)667 del 14 ottobre 2020) della Commissione europea definisce il quadro normativo europeo sulle sostanze chimiche “uno dei quadri normativi più completi e tutelanti”, fondato sulle conoscenze più avanzate a livello mondiale. In tal modo è stato creato un mercato interno efficiente capace di contribuire alla riduzione dei rischi per l’uomo e l’ambiente legati all’uso di determinate sostanze chimiche, assicurando inoltre che tutte le sostanze siano utilizzate nel modo più sicuro e sostenibile.

Il regolamento REACH (insieme al regolamento CLP) è uno dei pilastri per la regolamentazione delle sostanze chimiche a livello europeo. Attraverso i processi di autorizzazione e restrizione il regolamento REACH assicura la gestione e la riduzione dei rischi derivanti dalle sostanze chimiche, al fine di assicurare un elevato livello di protezione della salute umana e dell’ambiente.

Questa sezione è dedicata ad alcune categorie di sostanze attualmente in esame come le sostanze SVHC (Substances of Very High Concern), i nanomateriali, gli interferenti endocrini.

Di seguito vengono inoltre riportati alcuni dei più recenti regolamenti che modificano e aggiornano l’Allegato XVII del regolamento REACH per particolari tipologie di sostanze soggette a restrizione e che presentano rischi specifici per la salute umana e per l’ambiente.

Il Regolamento (UE) 2018/1513 del 10 ottobre 2018 prevede la restrizione di numerose sostanze classificate come Cancerogene, Mutagene e tossiche per la Riproduzione (CMR) di categoria 1A e 1B (ad esempio il cadmio e i suoi composti, il piombo e suoi composti, i composti del cromo VI, dell'arsenico e molte altre) nei prodotti tessili.
Tali sostanze possono essere presenti nei capi di abbigliamento e relativi accessori, nelle calzature e negli altri articoli tessili sotto forma di impurità derivanti dal processo di produzione o perché intenzionalmente aggiunte per conferire ai prodotti proprietà specifiche. Per ciascuna sostanza la restrizione stabilisce una concentrazione massima ammissibile nei prodotti, a tutela della salute dei consumatori.
La restrizione si applica sia ai prodotti europei sia a quelli provenienti da Paesi extraeuropei e riguarda i capi d'abbigliamento e relativi accessori, gli articoli tessili diversi da capi d'abbigliamento che, in condizioni di uso normali o prevedibili, vengono a contatto con la pelle in misura simile a quella dei capi d'abbigliamento (ad esempio sacchi a pelo, coperte, accappatoi, asciugamani, copripiumini) e le calzature.

Il Regolamento (UE) 2020/1149 del 3 agosto 2020 riguarda la restrizione dei diisocianati. I diisocianati sono utilizzati come componenti di base in un’ampia gamma di settori e applicazioni come le schiume, i sigillanti e i rivestimenti. A norma del Regolamento CLP i diisocianati sono classificati come sensibilizzanti delle vie respiratorie (Cat.1) e come sensibilizzanti della pelle (Cat.1).
A partire dal 24 agosto 2023 i diisocianati non potranno essere usati in quanto tali o come costituenti di altre sostanze o in miscele per usi industriali e professionali a meno che la loro concentrazione sia inferiore allo 0,1% in peso, oppure che il datore di lavoro o il lavoratore autonomo garantisca che gli utilizzatori industriali o professionali abbiano completato con esito positivo una formazione sull’uso sicuro dei diisocianati prima di utilizzare le sostanze o le miscele.
Dal 24 febbraio 2022 si applicherà, invece, il divieto di immissione sul mercato europeo dei diisocianati in quanto tali o come costituenti di sostanze o miscele a meno che la concentrazione dei diisocianati, considerati singolarmente e in una combinazione, sia al di sotto dello 0,1% in peso oppure che il fornitore garantisca che il destinatario delle sostanze abbia fruito della formazione obbligatoria e apponga sull’imballaggio la seguente dicitura: “A partire dal 24 agosto 2023 l’uso industriale o professionale è consentito solo dopo aver ricevuto una formazione adeguata”.

Il Regolamento (UE) 2020/2081 del 14 dicembre 2020 impone restrizioni all’immissione sul mercato di quelle sostanze, classificate come pericolose, contenute negli inchiostri per i tatuaggi o trucchi permanenti.
Le miscele utilizzate per i tatuaggi si compongono in genere di coloranti e altre sostanze come solventi, stabilizzanti, emollienti e conservanti. Alcune di queste sostanze presentano proprietà pericolose e rappresentano un potenziale rischio per la salute umana.
Pertanto, a partire dal 4 gennaio 2022, non è possibile l’immissione sul mercato di miscele destinate alle pratiche di tatuaggio che contengono le seguenti sostanze: sostanze classificate come Cancerogene, Mutagene, e Tossiche per la riproduzione, sensibilizzanti cutanee, corrosive per la cute o che creano lesioni oculari gravi;

  1. sostanze elencate negli Allegati II e IV nel Regolamento (CE) 1223/2009 sui cosmetici;
  2. sostanze elencate nell’Appendice 13 del Regolamento (UE) 2020/2081 (ad esempio mercurio, nichel, arsenico, cromo, vari pigmenti)

I fornitori che immettono sul mercato una miscela destinata alle pratiche di tatuaggio devono garantire che, sulla miscela siano riportate le seguenti informazioni:

  1. la dicitura “Miscela per tatuaggi o trucco permanente”;
  2. un numero di riferimento unico per l’identificazione del lotto;
  3. l’elenco degli ingredienti conforme alla nomenclatura stabilita nel glossario delle denominazioni comuni degli ingredienti a norma del Regolamento (CE) n. 1223/2009 (cosmetici) oppure, in assenza di una denominazione comune dell’ingrediente, della denominazione IUPAC o, in alternativa, il numero CAS e il numero CE. Gli ingredienti devono essere elencati in ordine decrescente secondo il loro peso o volume al momento della formulazione.

Oltre ad altre diciture specifiche da indicare, la restrizione richiede che tali informazioni siano chiaramente visibili, ben leggibili e apposte in modo indelebile e che siano inoltre redatte nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro in cui la miscela viene immessa sul mercato.

Il Regolamento (UE) 2021/57 del 25 gennaio 2021 modifica l’Allegato XVII del Regolamento REACH per quanto riguarda il piombo contenuto nelle munizioni utilizzate all’interno o in prossimità delle zone umide.
L’obiettivo di tale regolamento è di contenere i rischi per l’ambiente e la salute umana derivanti dall’uso del piombo e dei suoi composti nelle munizioni utilizzate per attività di tiro nelle zone umide.
È stato stimato che ogni anno, all’interno dell’Unione europea, l’avvelenamento da piombo può provocare un milione di decessi di uccelli acquatici. Questo può comportare rischi anche per le specie che si nutrono di uccelli contaminati, oltre che per l’uomo attraverso il consumo di uccelli acquatici abbattuti con munizioni al piombo.
Dal 15 febbraio 2023 sarà vietato, all’interno delle zone umide o a non oltre 100 metri da esse, sparare munizioni contenenti una concentrazione di piombo pari o superiore all’1% in peso.
Inoltre il regolamento definisce le zone umide (secondo la Convenzione di Ramsar, relativa alle zone umide d’importanza internazionale) come “superfici di paludi, pantani e torbiere o distese di acqua naturali o artificiali, permanenti o temporanee, in cui l’acqua è stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, comprese le distese di acqua marina la cui profondità non supera i sei metri durante la bassa marea”.