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Studio biennale di valutazione del rischio ambientale e sanitario associato alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nel bacino del Po e nei principali bacini fluviali italiani.

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I composti perfluoroalchilici (PFAS) nelle acque italiane: distribuzione e rischi
L’Istituto per la ricerca sulle acque (IRSA) del C.N.R. ha condotto un progetto di ricerca biennale finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare volto a valutare il rischio ambientale e sanitario derivante dalla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) nel bacino del Po e nei principali bacini fluviali italiani: i risultati sono stati esposti nell’ambito di un convegno organizzato lo scorso 22 ottobre 2013 presso l’Area della ricerca del CNR di Milano.
Il progetto, inquadrato nell’ambito di una convenzione tra l’IRSA e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali), ha rappresentato il primo studio completo sulla distribuzione e le sorgenti, nei principali bacini idrici italiani, dei composti perfluoroalchilici, sostanze chimiche di sintesi le cui particolari caratteristiche fisico-chimiche - repellenza all’acqua e ai grassi, stabilità termica e tensioattività - le rendono estremamente utili in numerose applicazioni industriali e prodotti di largo consumo, ad esempio nella lavorazione di tessuti, tappeti, carta, contenitori per alimenti e molto altro ancora. Obiettivo dell’indagine è stato misurare le concentrazioni di tali composti nei principali bacini fluviali italiani, identificarne le sorgenti e valutarne i rischi per l’ambiente e la salute umana.
Le campagne di monitoraggio sono state condotte sui principali bacini idrici italiani - Po, Tevere, Adige, Arno - e in aree di transizione (delta del Po e laguna di Venezia), individuando alcune aree critiche per la presenza di scarichi di impianti per la produzione di fluoroderivati.
Nell’ambito del progetto sono state condotte una serie di sperimentazioni atte a verificare i possibili effetti ecotossicologici ed ecologici sull’ecosistema acquatico. L’attività sperimentale è stata svolta sia ‘sul campo’, cioè nel sito industriale sul fiume Bormida, sia in laboratorio, valutando l’esposizione a determinati composti perfluorurati, PFOA, PFOS e PFBS delChironomus riparius, un organismo ampiamente presente in zona e dotato di caratteristiche di elevata tollerabilità agli inquinanti.

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