Progetti

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In questa sezione sono descritti i progetti di attività di ricerca, studio, promossi e finanziati dalle amministrazioni che compongono il Comitato tecnico di Coordinamento.

Anche progetti finanziati dalla Commissione europea come i progetti LIFE + Ambiente correlati agli obiettivi del regolamento REACH.

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  • Pubblicato il: 21/04/2017

    Nell’ambito del Programma LIFE, lo strumento finanziario dell’Unione europea per sostenere la politica comunitaria ambientale, sono stati finanziati diversi progetti che rispondono alle finalità del regolamento REACH e ne facilitano l’attuazione. Questi progetti hanno lo scopo di favorire un elevato livello di protezione della salute umana e dell’ambiente, di facilitare la conoscenza e l’informazione sulle sostanze chimiche contenute nei prodotti di largo consumo anche attraverso la promozione di metodi alternativi per la valutazione delle sostanze chimiche e la sostituzione delle sostanze considerate estremamente preoccupanti.

    Pubblicato il: 04/01/2014

    I composti perfluoroalchilici (PFAS) nelle acque italiane: distribuzione e rischi
    L’Istituto per la ricerca sulle acque (IRSA) del C.N.R. ha condotto un progetto di ricerca biennale finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare volto a valutare il rischio ambientale e sanitario derivante dalla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) nel bacino del Po e nei principali bacini fluviali italiani: i risultati sono stati esposti nell’ambito di un convegno organizzato lo scorso 22 ottobre 2013 presso l’Area della ricerca del CNR di Milano.
    Il progetto, inquadrato nell’ambito di una convenzione tra l’IRSA e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali), ha rappresentato il primo studio completo sulla distribuzione e le sorgenti, nei principali bacini idrici italiani, dei composti perfluoroalchilici, sostanze chimiche di sintesi le cui particolari caratteristiche fisico-chimiche - repellenza all’acqua e ai grassi, stabilità termica e tensioattività - le rendono estremamente utili in numerose applicazioni industriali e prodotti di largo consumo, ad esempio nella lavorazione di tessuti, tappeti, carta, contenitori per alimenti e molto altro ancora. Obiettivo dell’indagine è stato misurare le concentrazioni di tali composti nei principali bacini fluviali italiani, identificarne le sorgenti e valutarne i rischi per l’ambiente e la salute umana.
    Le campagne di monitoraggio sono state condotte sui principali bacini idrici italiani - Po, Tevere, Adige, Arno - e in aree di transizione (delta del Po e laguna di Venezia), individuando alcune aree critiche per la presenza di scarichi di impianti per la produzione di fluoroderivati.
    Nell’ambito del progetto sono state condotte una serie di sperimentazioni atte a verificare i possibili effetti ecotossicologici ed ecologici sull’ecosistema acquatico. L’attività sperimentale è stata svolta sia ‘sul campo’, cioè nel sito industriale sul fiume Bormida, sia in laboratorio, valutando l’esposizione a determinati composti perfluorurati, PFOA, PFOS e PFBS delChironomus riparius, un organismo ampiamente presente in zona e dotato di caratteristiche di elevata tollerabilità agli inquinanti.

    Pubblicato il: 22/10/2012

    Il Ministero della Salute, il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare hanno finanziato il  progetto che è stato affidato alla Stazione Sperimentale del Vetro di Venezia.

    Pubblicato il: 22/10/2012

    Studio in aree pilota sui riflessi ambientali e sanitari di alcuni contaminanti chimici emergenti (interferenti endocrini): ambiente di vita, esiti riproduttivi e ripercussioni nell’età evolutiva.

    Pubblicato il: 22/10/2012

    Nel 2007 il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con il supporto tecnico-scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità, ha avviato un censimento nazionale per verificare le capacità dei laboratori esistenti di effettuare i saggi ecotossicologici previsti dal regolamento REACH.